Strozzi gentile, ch'agl'Euganei monti
Fra mille eletti peregrini ingegni,
Risonar dolcemente il nome insegni
Della tua bella Cintia in versi conti:
Arno, e tempo n'è ben, se i giorni conti,
Meco ti prega umìl, ch'omai ti degni
Tornar dopo tanti anni ai patrii regni,
U' ti chiamano i pin, le quercie e i fonti.
Non ho, dice, ancora io mirti ed allori
Degni d'ornarlo? e dentro il nostro grembo
Non spazian Ninfe a qualunque altre eguali?
Non han le rive mie molli erbe, quali
La Brenta, ed onde ed antri ed aure e fiori?
Sì, gli rispondo; allor ma non il Bembo.