Né mai pastor fu di sì cari avvinto.
Lacci, né preso a più soave visco,
Quant'io onde ognor più m'allaccio e 'nvisco,
Non men che da beltà, da virtù spinto.
Che 'l mio sì vago e sì forte Tirinto,
Come alla lotta, al salto, al corso, al disco,
Così vince di grazia il secol prisco,
Adon, Croco, Narcisso, Ila e Giacinto.
E s'ei non fosse, che del bel Carino
M'incresce, mai non fu sotto la luna,
Più lieto amante e con miglior fortuna.
Or voi, caro e gentil mio Costantino,
Se mai d'Amor provaste, o tema o speme,
Piangete meco e v'allegrate insieme.