A voi, caro signor, che da' primi anni,
Dietro l'alte orme ch'il gran padre vostro,
D'ingegno impresse e di bontate al nostro
Secolo inerte e pien di tutti inganni:
Spiegando al ciel con doppia gloria i vanni,
Di verde or cinto il crin, ch'un dì fia d'ostro,
Per vivo esempio avete agl'altri mostro,
Quai siano i gradi ai più pregiati scanni:
Quel che Damon del bel Tirinto e buono
Dafni l'altr'ier con vile e roca voce,
Cantò dolce piangendo in tristo suono,
Di voi non già, ma di lui degno dono,
Che 'n ghiaccio l'alma e 'n doppio foco coce,
Quanto più possa umilemente dono.