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1503–1565

SONETTO DXXV.

Benedetto Varchi

Pirro, amor delle Muse, a cui preclaro Ingegno e lunga esperïenza diero Legger segnato in note oscure al paro Di chïunque il segnò l'altrui pensiero:

Ben dee pregiarvi a gran ragione e caro Tenervi il mondo tutto, e più l'altero Duce dell'Arno invitto, che nel vero Vostro grande artifizio è più che raro.

Eleno e gli altri che sì pochi e tanto Furo all'antica età pregiati e cari, Non avrien forse in questa il primo vanto Al secol prisco assai, ma non per tanto

Dovemo ancor, sì non fussimo avari D'altro che gloria, a' dì nostri altrettanto.

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