Pirro, amor delle Muse, a cui preclaro
Ingegno e lunga esperïenza diero
Legger segnato in note oscure al paro
Di chïunque il segnò l'altrui pensiero:
Ben dee pregiarvi a gran ragione e caro
Tenervi il mondo tutto, e più l'altero
Duce dell'Arno invitto, che nel vero
Vostro grande artifizio è più che raro.
Eleno e gli altri che sì pochi e tanto
Furo all'antica età pregiati e cari,
Non avrien forse in questa il primo vanto
Al secol prisco assai, ma non per tanto
Dovemo ancor, sì non fussimo avari
D'altro che gloria, a' dì nostri altrettanto.