Chiaro signor, che già non pur vicino,
Ma ben di par, per non dir sopra, a quelle
Alme ven gite glorïose e belle,
Ch'io notte e dì colla memoria inchino;
Meraviglia non è, ch'oltra le stelle
La famosa opra del grande Aretino
Sen voli, e sol di lei scriva e favelle
Il caro vostro e mio buon Vendramino,
Poscia che maggior re da miglior mano
Più vivo spresso non fu mai, né fia,
Benché Miron tornasse, Apelle e Fidia.
Può ben talora, anzi usa spesso invidia
Opporsi a gran virtù, ma sempre invano;
Ché contra 'l ver non può durar bugia.