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1503–1565

SONETTO DXX.

Benedetto Varchi

Bosso gentil, che con roman sermone Alzate al cielo, e con eterno canto Date fra tutti gli altri il maggior vanto Al dolce bronzo del mio gran Leone,

Non dispregiate quel che 'l buon Serone, Ed io di lui con tosca cetra canto, Ch'al par forse del Tebro, Ilisso e Santo Si pregiano oggi l'Arno, Ema e Mugnone,

Mercè del mio buon Caro e del gran Casa, Primo fra tanti eletti e chiari ingegni, Che rinverdono a Flora i vecchi onori; E dalla pianta, in cui solo è rimasa

L'antica lode de' pregi migliori, Cingono il crin, d'immortal vita degni.

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