Bosso gentil, che con roman sermone
Alzate al cielo, e con eterno canto
Date fra tutti gli altri il maggior vanto
Al dolce bronzo del mio gran Leone,
Non dispregiate quel che 'l buon Serone,
Ed io di lui con tosca cetra canto,
Ch'al par forse del Tebro, Ilisso e Santo
Si pregiano oggi l'Arno, Ema e Mugnone,
Mercè del mio buon Caro e del gran Casa,
Primo fra tanti eletti e chiari ingegni,
Che rinverdono a Flora i vecchi onori;
E dalla pianta, in cui solo è rimasa
L'antica lode de' pregi migliori,
Cingono il crin, d'immortal vita degni.