Lattanzio, se 'l mondo ha nuovo Filippo
A quell'antico ed al gran figlio eguale,
Egli ha bene anche un altro nuovo, quale
Fu quell'antico, anzi maggior Lisippo.
Io che piuttosto cieco son, che lippo,
Infin di qua l'altera opra immortale
Miro col cor del gran Leone, al quale
Sete voi Tito, ed egli a voi Gisippo:
Sì fosse degno il mio dir basso quelle
Alte portare al ciel sue doti, ed io
Farmi Varron fra voi, come il disìo.
Ben deve ogni gentil sopra le stelle
Lo grande Aretin nostro, e Giorgin mio
Alzar, Tosco Mirone e Tosco Apelle.