Il mio sempre cantare or rime, or carmi
Di voi caro signor, varcato è l'anno,
Temo ch'un dì, né porria peggio farmi,
A me rossore, a voi n'apporte or danno;
Ben vi diè 'l cielo, e men del vero parmi
Dir, quel che pochi, anzi pochissimi hanno;
Ma che vale a chi getta in terra l'armi,
E vuol fare a sé stesso oltraggio e 'nganno,
Esser forte e gagliardo? se non prima,
Con periglio maggior robusto toro,
Che non fa debile agno, incespa e cade.
Altrui folle consiglio e poca etade
Vostra vi privan del più bel tesoro:
Ma così va chi sopra il ver s'estima.