Ben sete e poco e male accorto, poi
Che 'n sì caduco fior tanto sperate,
E per falso piacer vero lassate
Frutto, che 'n vita può bearvi e poi;
A me, caro signor, non dirlo, a voi
Il non farlo disdice, e troppo errate,
Se celandolo altrui, forse pensate
Ch'a voi si celi, e meno un dì v'annoi.
Anzi mille anni (oh! non fosse il ver tale)
Saperete per pruova, e vi dorrete,
Che 'l pentirsi da sezzo nulla vale.
Voi stesso a voi medesmo oggi togliete
Con altrui riso e mio dolor le scale,
Per cui quinci nel ciel si poggia e sale.