Quel vecchio stanco, che con tardi vanni
Corre più lieve assai, che pardo, o tigre,
Par che non solo i nomi altrui denigre,
Ma spenga affatto col girar degli anni.
Però convien, che chi gli estremi danni
Sentir non vuol, spoltri per tempo e spigre,
E con le penne della Fama impigre
Notte e dì s'erga ai più lodati scanni.
E ben ciò fate, voi cortese e chiaro
Signore, a cui dieder natura e 'l cielo
Sì felice poter, voler sì raro.
Seguite dunque, ed a quell'alto, caro
Nome l'opre aggiugnete, innanzi il pelo,
Al padre vostro e a' sì grand'avi paro.