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1503–1565

SONETTO CXXXV.

Benedetto Varchi

Pianga Amor, pianga Apollo e pianga Marte, Piangi, Ferrara, e per ogni paese Pianga ciascun; morto è chi tutti intese Gl'umani affetti, e gli dipinse in carte:

Quanto puonno altrui dar natura ed arte, E l'ore sempre in bene oprando spese, Tanto ebbe l'alto figliuol tuo cortese, Ch'ora ha del ciel la più beata parte;

Per lui l'altero re de' fiumi in vista Superbo va più dell'usato assai, D'oro le corna e di ghirlande cinto: E l'Arno, che l'antiche glorie omai

Perdure avea, di dolci invidia tinto. Mesto s'allegra ognor, lieto s'attrista.

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