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1503–1565

SONETTO CXXX.

Benedetto Varchi

Gondi, ch'avendo il viver nostro a vile, A punto in sul fiorir de' tuoi verdi anni, Lasciasti gl'altri e me colmo d'affanni, L'ultimo dì del bel mese d'aprile;

Deh! s'al ciel mai divoto prego umìle Giunse, pon mente dagl'eterni scanni Le mie tante fatiche e spessi danni, Ch'io soffro senza te nel mondo vile.

Abbi pietà di me, ch'sser vorrei Nel terzo giro, ove or col buon Martello Lieto di godi, e me, son certo, aspetti. Dopo te nulla piacque agl'occhi miei,

Né cosa è più quaggiù, che mi diletti; Ché teco e nacque e morì il viver bello.

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