Gondi, ch'avendo il viver nostro a vile,
A punto in sul fiorir de' tuoi verdi anni,
Lasciasti gl'altri e me colmo d'affanni,
L'ultimo dì del bel mese d'aprile;
Deh! s'al ciel mai divoto prego umìle
Giunse, pon mente dagl'eterni scanni
Le mie tante fatiche e spessi danni,
Ch'io soffro senza te nel mondo vile.
Abbi pietà di me, ch'sser vorrei
Nel terzo giro, ove or col buon Martello
Lieto di godi, e me, son certo, aspetti.
Dopo te nulla piacque agl'occhi miei,
Né cosa è più quaggiù, che mi diletti;
Ché teco e nacque e morì il viver bello.