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1503–1565

SONETTO CXXVII.

Benedetto Varchi

Giovanni, io chiamo e chiamerò felici Via più color che 'n solitaria villa, A' piè d'un faggio, u' chiaro fonte stilla, Vivon tra colli ombrosi e campi aprici,

Che quei ch'avari ognor nuove pendici Cercan senza ora aver lieta e tranquilla, O cui desta dal sonno or tromba or squilla, Poco a sé stessi e meno agli altri amici.

Ma voi, ch'ogni mio ben tanto gradite; Sol perch'a voi non così tosto torno, Temete ch'io di me sia fatto avaro? Quasi ascoso mi sia ch'alle ferite

Di fortuna e d'invidia altro riparo Non ho che i boschi e 'l far con voi soggiorno.

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