Giovanni, io chiamo e chiamerò felici
Via più color che 'n solitaria villa,
A' piè d'un faggio, u' chiaro fonte stilla,
Vivon tra colli ombrosi e campi aprici,
Che quei ch'avari ognor nuove pendici
Cercan senza ora aver lieta e tranquilla,
O cui desta dal sonno or tromba or squilla,
Poco a sé stessi e meno agli altri amici.
Ma voi, ch'ogni mio ben tanto gradite;
Sol perch'a voi non così tosto torno,
Temete ch'io di me sia fatto avaro?
Quasi ascoso mi sia ch'alle ferite
Di fortuna e d'invidia altro riparo
Non ho che i boschi e 'l far con voi soggiorno.