Ecco, che dolor nuovo agl'occhi e al core
Impensato s'avventa e grave tanto,
Ch'io temo lasso! non morir di pianto,
Anzi morrò, s'uom mai piangendo muore:
Poi che 'l buon Lelio mio, che d'ogni onore
Poggiava giovinetto al primo vanto,
Quasi tenero fior da pioggia affranto,
Langue, perdendo ogni forza, e colore.
Dunque sarà, che così lieto germe
In sul più bel fiorire e 'n sul far frutto
Si secche, ed io qui verde a pianger resti?
Signor, che vedi e odi e reggi il tutto,
Non soffrir, che quel ben, che tu noi desti,
Altri ne tolga, e le tue grazie inferme.