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1503–1565

SONETTO CXXVI.

Benedetto Varchi

Ecco, che dolor nuovo agl'occhi e al core Impensato s'avventa e grave tanto, Ch'io temo lasso! non morir di pianto, Anzi morrò, s'uom mai piangendo muore:

Poi che 'l buon Lelio mio, che d'ogni onore Poggiava giovinetto al primo vanto, Quasi tenero fior da pioggia affranto, Langue, perdendo ogni forza, e colore.

Dunque sarà, che così lieto germe In sul più bel fiorire e 'n sul far frutto Si secche, ed io qui verde a pianger resti? Signor, che vedi e odi e reggi il tutto,

Non soffrir, che quel ben, che tu noi desti, Altri ne tolga, e le tue grazie inferme.

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