Sì dolce e casto e sì grave idïoma
Ebbe dai tre maggior la lingua nostra,
Che qual gemma s'indora o seta inostra,
Chiara divenne al par d'Atene e Roma:
A lor dunque le tempie, a lor la chioma
Cinger Lori, conviensi, in cui si mostra
Quel che di me canta la musa vostra,
Come 'l Tosco volgar s'adorni e coma.
Con lor si spense, e non è in cui risorga
La gloria nostra, anzi eravamo allora
Ricchi e cortesi, or sem poveri e parchi.
Solo il buon Casa pare a me ch'ancora.
Qui serbi il prisco onore e non si scarchi
Del vero pregio e 'l cammin dritto scorga.