Quando dalla grande opra mi diparte,
Ch'io tesso ognor del buon duce toscano;
O stanchezza o voler, tosto la mano
Volgo e la mente a le divine carte.
Questo non fosse, ogni mio studio ed arte
Di voi sarebbe, e del cortese umano
Suocero vostro, e già più volte in mano
Preso ho la penna che dal ver non parte.
Ma truovo peso non dalle mie braccia:
Né ovra da pulir colla mia lima,
E però dico: Il miglior è ch'io taccia.
Angel, che per sicura e dritta traccia
Tornate al cielo, onde scendeste prima;
Ch'io segua l'orme vostre, a voi non spiaccia.