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1503–1565

SONETTO CXXV.

Benedetto Varchi

Quando dalla grande opra mi diparte, Ch'io tesso ognor del buon duce toscano; O stanchezza o voler, tosto la mano Volgo e la mente a le divine carte.

Questo non fosse, ogni mio studio ed arte Di voi sarebbe, e del cortese umano Suocero vostro, e già più volte in mano Preso ho la penna che dal ver non parte.

Ma truovo peso non dalle mie braccia: Né ovra da pulir colla mia lima, E però dico: Il miglior è ch'io taccia. Angel, che per sicura e dritta traccia

Tornate al cielo, onde scendeste prima; Ch'io segua l'orme vostre, a voi non spiaccia.

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