Or amore, or pietà, Luca sì forte
A sospirare e lamentar m'invita,
Percosso da mortal doppia ferita,
Per cui fien l'ore mie dolenti e corte,
Che nulla è, che tal duol tempri o conforte
Altro, se non che tosto omai fornita
Sarà la tela al mio vivere ordita,
Ed essi al partir mio verranno scorte;
E là mi guideran, dove ha ricetto
Quel che dal volgo vil tutto vi parte,
Qui figliuol vostro e 'n ciel puro Angioletto.
Quivi io, mirando il sommo bene, e parte
Il mio bel Giulio che fu sol perfetto,
Viverò lieto sempre in chiara parte.