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1503–1565

SONETTO CXXIX.

Benedetto Varchi

Se quel che l'età mia non pur matura, Giovin nato a virtù, ma quasi mezza Vede dolendo, onde fugge e disprezza, Quanto dagl'altri oggi si segue e cura;

Veduto, o suo gran senno o sua ventura, L'acerba, avesse il ver spregiare avvezza, Quella che prima fu, sarebbe sezza Stata di farmi conto al mondo cura.

Poco, anzi nulla puon gl'umani onori Verso i celesti, e nulla è qui che sia Filippo mio dell'altra morte fuori. In infinito e più begli e migliori

Son d'Apollo e di Clio, Cristo e Maria: Quel dunque e questa sol da noi s'onori.

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