Skip to content
1503–1565

SONETTO CXXIV.

Benedetto Varchi

S'a voi, Cigno dell'Arno alto e gentile, La voce avessi e 'l roco canto uguale; Non Tebe, o Delfo, o cosa altra mortale, Che nulla è sotto il ciel che non sia vile:

Ma col leggiadro vostro e puro stile, Ch'è così dolce e tanto in alto sale, Quel Signor di cui solo oggi mi cale, Che non disprezza un cor contrito umìle;

Divoto canterei la notte e 'l giorno, A sua potenza, a sua bontà infinita Grazie rendendo ognor del mio ritorno. Il viver nostro in questo uman soggiorno,

Anzi il nostro morir ch'uom chiama vita, È breve fior ch'à mille spine intorno.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CXXIV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove