Skip to content
1503–1565

SONETTO CXXIII.

Benedetto Varchi

Febo, se mai ti fu dolce né caro L'arbor, cui tanto amasti, io tanto onoro; Se di te stesso mai, se del tuo coro Ti calse unqua o di me pien d'aspro amaro:

Al tuo, che langue infermo e mio buon Caro, Onde ognor mille, e più fïate moro, Serbando ad ambe il suo maggior tesoro, Corri, prego, e soccorri, ad altri avaro.

Questi spento, saria senza il suo lume Parnaso e 'l Tebro afflitto e l'Arno mesto E Damon del suo Pitia, ahi lasso! privo, Quanto circondi Apollo, e quanto allume,

Danno non vide mai simile a questo: Lui dunque sano, e me ritorna vivo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CXXIII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove