Tai furon l'opre sue, tante è la fama
Che 'l gran Bembo lasciò, ch'ogn'uom non vile,
Quanto è più pellegrino e più gentile
Tanto l'onora più, tanto più l'ama:
Ma chi folle coprir l'orme sue brama,
O pensa stolto a lui farsi simìle,
Brama fiori al gennaio, ghiaccio l'aprile
Pensa trovar nella più calda lama.
Per lui si vanta più d'ogn'altro e gloria
L'Adria superba, l'Adria ch'a Fiorenza
Oggi non cede e va con l'Arno al pari.
Io non che far d'altrui degna memoria,
Privo dell'alta sua dolce presenza,
Chi m'insegni non ho, né donde impari.