Quanto mi duol, Giovanni mio, che morte
M'avrà prima tra i suoi riposto, ch'io
Esser con voi, com'è il comun disìo,
Possa e colla gentil vostra consorte.
Ma con lieto coraggio, non pur forte
Soffrir conviensi ciò, che piace al mio
Dolce Signore e vostro, il qual soffrìo
Morir, sol per aprirne al ciel le porte.
E nondimen tanto è 'l disìo, che spero,
Sua benigna mercè, dovere ancora
Sanarmi e rivedervi, anzi ch'io mora.
A me per altro par mill'anni ognora,
Sol che piaccia al Signor, che solo è vero,
Uscir d'esto mortal reo carcer fuora.