Ben conosco il mio folle e vano errore,
Carlo, e sì dico al cor; stolto che fai?
Non pianger, che tornar non puonno omai
Quei che volar del loro carcer fuore:
Ma pietà doppia incontra e doppio amore
Di nipote e d'amico che giammai
Non deggio ricovrar, vincon d'assai,
Ond'ei ritorna al pianto e sol non muore.
Perch'io non tardo ogni soccorso umano
Pruovo e poco al mio scampo e d'ogn'intorno
Veggio in questo aspro mar notte atra e verno:
Prego il Signor che sua pietosa mano
Porga, e non tarde il mio ultimo giorno:
Altra aita d'altronde omai non scerno.