Simon, né maraviglia mai né sdegno,
Ma ben presi pietate, e prendo ognora
Di me non già ch'assai più basso, fora
Lungi oltra i merti miei di là dal segno:
Ma di lei che non vede quanto indegno
Soggetto, e quanto a torto oggi l'accora,
Ma indarno a questa volta opra e lavora,
Ch'umil soffrenza vince alto disdegno.
Gl'altri ch'a bene oprar dritto hanno gl'archi,
Stima grande splendor ben picciol raggio,
Come voi d'amor gravi e d'odio scarchi.
Così del signor nostro alteri i carchi
Porti io felice, come io ebbi ed aggio
I cieli al nascer mio poveri e parchi.