Skip to content
1503–1565

SONETTO CXLVIII.

Benedetto Varchi

Fiero ed acerbo Veglio, orrido in vista, Di sdegno il volto e di dolor dipinto, Le fulgenti arme e quella spada scinto, Che 'l mondo tutto sanguinosa attrista:

Donna quanto esser può dogliosa e trista, Il bianchissimo velo in adro tinto, Rotta l'alta colonna, e quello estinto Valor doppio, che mai non si riacquista;

Piangon sopra Arno; e l'uno: Oimè, dicea, Spento è del tutto ogni mio ardire e senno; L'altra: Ora è morta ogni bontade, e fede: Ma non morti nel ver, né spenti avea

Gl'onor, ch'eguale al ciel la terra fenno, Ma per sé tolti chi gli merta e diede.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CXLVIII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove