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1503–1565

SONETTO CXLVII.

Benedetto Varchi

Voi, che picciola terra, anzi vil fango Pregiate sì che più di lei vi cale Sola, che di quel re che tutto vale, Ed io fui vosco, ond'or m'attristo ed ango;

Mentre 'l gran fallo mio conosco e piango, Par partirmi da voi spiego ognor l'ale, Ma sì intricate l'ha visco mortale, Ch'io caggio sempre, e pur con voi rimango;

Perch'io conforto quei, che sono in via, Che più per tempo al ciel drizzino i vanni, Seguitando chi Pietro e chi Maria. Felici schiere che per brevi affanni

Ad eterno gioir si fecer via, E cangiar con mortai celesti danni.

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