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1503–1565

SONETTO CXLVI.

Benedetto Varchi

Lucio, in cui tanto di natura e d'arte, D'alma e di corpo, e cotal lume luce, Ch'esser potete scorta agli altri e duce In questo mar, di ch'io la maggior parte

Ho già senza governo, ancora e sarte Varcato, e, se non fosse amica luce D'un vivo allor, che dove vuol m'adduce, E gira il legno a ben sicura parte,

Già fora io preda alle Sirene, e forse Nel largo ventre di Cariddi e Scilla Con mille abbaierei molossi e lupi: Ma voi, cui nulla mai dal dritto torse,

Seguite pur l'usata, alma favilla, Né temete reo mostro unqua v'occupi.

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