Lucio, in cui tanto di natura e d'arte,
D'alma e di corpo, e cotal lume luce,
Ch'esser potete scorta agli altri e duce
In questo mar, di ch'io la maggior parte
Ho già senza governo, ancora e sarte
Varcato, e, se non fosse amica luce
D'un vivo allor, che dove vuol m'adduce,
E gira il legno a ben sicura parte,
Già fora io preda alle Sirene, e forse
Nel largo ventre di Cariddi e Scilla
Con mille abbaierei molossi e lupi:
Ma voi, cui nulla mai dal dritto torse,
Seguite pur l'usata, alma favilla,
Né temete reo mostro unqua v'occupi.