Dolce Amaranto mio, la bella Dori
Vostra, che non pur voi, ma 'l sole abbaglia
Della sua luce, e qual chiara ambra paglia,
Allice e fura i più leggiadri cori:
Degnissima è, ch'appo tutti i pastori,
Sovra ogni ninfa al sommo pregio saglia,
E che d'altro a' miglior non membre, o caglia,
Ch'alzarla al ciel con immortali onori:
Ma che posso io? che può stridevol canna?
Dunque roca zampogna e bassa avena,
Canterà quel ch'a tromba alta conviensi?
Ben d'ornarla con voi disìo m'affanna,
Per far mio dritto, non che sprimer pensi
Quel ch'io comprendo colla mente a pena.