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1503–1565

SONETTO CXLII.

Benedetto Varchi

Chiaro guerrier, s'una medesma ed empia Fortuna, ch'ai più rei par che si mostri Men cruda, ognor più intenta ai danni nostri Sì crudelmente ne percuote e scempia:

Perché la fera in noi sue brame adempia, Venite in questi solitarii chiostri, A pianger sempre e partir meco i vostri Giusti lamenti, onde ogni valle s'empia.

Forse, che 'n fin dai più beati scanni, A seder nosco e consolarne alquanto Il vostro buon Simone e 'l mio Giovanni, Questi dall'uno, e quei dall'altro canto,

Pietosi e tristi sol de' nostri affanni, Scender vedremo a riasciugarne il pianto.

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