Giorgio, il vostro Giorgin che fu sì mio,
Quant'io suo fui, mi torna a mente ognora:
Anzi v'è dentro e mai non uscìo fuora,
Come unqua lui di me non prese obblìo,
Mentre qui visse; ed or vicino a Dio
Veggendo quanto io sia del dritto fuora
Per me, son certo, sua pietate adora,
Grato non già, ma ben cortese e pio.
E quinci è forse che con nuovo stile
Ho cangiato l'antico, e son venuto
Diverso a me medesmo e dissimìle.
O spirto amico, che col mio gentile
Tasio, che fu d'ogni virtù compiuto,
Quel che gl'altri han più caro avesti a vile.