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1503–1565

SONETTO CXIV.

Benedetto Varchi

Vincenzio mio gentil, mentre che voi, Come spero e vorrei, contento e lieto Risonar dolce fate il bel Sebeto Dando a voi fama eterna e pregio a noi;

Io qui fra due feri contrari, poi Che non vivo e non muoio, altro non mieto, Se non dolore; e, se talor m'acqueto, Ritorna il duol, anzi raddoppia poi.

Ond'io misero me! ch'altro non sono, Che di lagrime un varco afflitto e stanco, A morte cheggio, e non l'impetro aìta. Sol quelle frondi sante, onde nel manco

Lato m'impresse Amor gentil ferita, Rifugio e scampo alle mie pene sono.

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