Quel cortese che già gran tempo scorsi
Affetto in voi, caro Bronzin, cui furo
Tutti gl'altri secondi, quasi muro
Tra me s'oppose e mille invidi morsi:
E ben potrebbe a questa volta opporsi,
Quanto altro vero mai sì poco curo,
Quel che gara di me l'empio e spergiuro
Folle stuol, che non sa quali ho soccorsi.
Mentre ch'io non isbramo e svisco e smorso
Gl'amati rami, onde temer non aggio
Di smarrite il cammin sicuro e vero.
La fronte sempre, e non mai devo il dorso
A fortuna mostrar nemica uom saggio,
Bench'io, Donno del ciel, solo in te spero.