Bronzin, passai omai l'aprile e 'l maggio
Dell'età mia più bella e più fugace,
Ch'altro deggio io ch'a Lui che tutto face,
Volger la mente e di lei fargli omaggio?
Ma quato ho pronto il buon voler, tanto aggio
La carne stanca a cui più d'altro spiace
Seguir quel ch'io più bramo, ed è sì audace
Che non cura né mio né suo dannaggio.
Perché sol del mio mal m'agghiaccio e sdegno,
Che più veloce assai che cervo o damma
Mi giugne ovunque io fugga, e sempre è meco.
Pur qui, se non del tutto in parte spegno
Quella d'oro e d'onori ardente fiamma,
Ch'ogni diritto oprar rivolge in bieco.