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1503–1565

SONETTO CXII.

Benedetto Varchi

Bronzin, passai omai l'aprile e 'l maggio Dell'età mia più bella e più fugace, Ch'altro deggio io ch'a Lui che tutto face, Volger la mente e di lei fargli omaggio?

Ma quato ho pronto il buon voler, tanto aggio La carne stanca a cui più d'altro spiace Seguir quel ch'io più bramo, ed è sì audace Che non cura né mio né suo dannaggio.

Perché sol del mio mal m'agghiaccio e sdegno, Che più veloce assai che cervo o damma Mi giugne ovunque io fugga, e sempre è meco. Pur qui, se non del tutto in parte spegno

Quella d'oro e d'onori ardente fiamma, Ch'ogni diritto oprar rivolge in bieco.

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