In Dio si glorii e non in sé, s'alcuno
Dee glorïarsi; come fate voi,
Che fra quanti oggi sono, e quanti poi
Saran, dovete invidïar nessuno;
Caro mio Davanzati, se ciascuno
Non dalla sorte, ma dai merti suoi
Dee misurarsi, e se più vale in noi
Bontà, della qual sete ognor digiuno;
Ch'ogni altro ben, che sia sotto la luna,
E ch'esser possa, perché in questa sola
Ogni altro bene, ogni virtù s'aduna.
Io che 'l viver mondan tengo ombra e fola,
A lui, che 'n sé tutte bontati aduna,
Volsemi e seguirò sua santa scuola.