Skip to content
1503–1565

SONETTO CXII.

Benedetto Varchi

Schiatta, e' non furon mai giorni più scuri, Né vita mai, che più sembrasse morte, Né stato più del mio penoso e forte, Né d'empio e reo destin colpi più duri;

Piango il presente duol, temo i futuri, Larghe al mal vedo, al ben chiuse le porte, Lunghi sono i desii, le spemi corte, E nulla è che m'ancida, o m'assicuri.

Vivo e bramo il morire, posa non truovo, Forze non ho da gir, seguo i miei danni, Fuggo quel che cercar sempre dovrei. Ogni cosa sospingo, e nulla muovo:

Stanco son di stancare uomini e dei, Né gioir prego, ma minori affanni.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CXII. · Benedetto Varchi · Poetry Cove