Schiatta, e' non furon mai giorni più scuri,
Né vita mai, che più sembrasse morte,
Né stato più del mio penoso e forte,
Né d'empio e reo destin colpi più duri;
Piango il presente duol, temo i futuri,
Larghe al mal vedo, al ben chiuse le porte,
Lunghi sono i desii, le spemi corte,
E nulla è che m'ancida, o m'assicuri.
Vivo e bramo il morire, posa non truovo,
Forze non ho da gir, seguo i miei danni,
Fuggo quel che cercar sempre dovrei.
Ogni cosa sospingo, e nulla muovo:
Stanco son di stancare uomini e dei,
Né gioir prego, ma minori affanni.