Vergezio, a cui non pur la greca vostra
Lingua, che tal da voi lume riceve,
Come a suo caro e figlio e padre deve,
Ma la latina e la toscana nostra:
Quel disio, che sì caldo in voi si mostra
D'amarmi tanto in così tempo breve,
Non sia quale a gran Sol tenera neve,
O poca nebbia in ben ventosa chiostra.
Non abbiam forza della vostra mente
Trarmi il bel Tebro e l'alta Roma, dove
Gite or col Rucellai saggio e clemente:
La cui bontà, le cui virtuti nuove
Fisse mi stanno al cor sì altamente,
Che rivolger nol so, né voglio altrove.