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1503–1565

SONETTO CXCVIII.

Benedetto Varchi

Alma cortese, in cui si rinnovella L'antica età, quando Saturno il regno, Lunge da 'nvidia e senza ira e disdegno, Tenea quasi oro, onde ancor tal s'appella:

Ben dite il vero; io fui, che per vedella, Chiesi quell'opra, e non men pento o sdegno, Anzi mi sforzo, e quanto posso ingegno Non minor, che 'l piacer trar frutto d'ella.

L'errare è proprio umano, e son gli specchi Di noi l'altrui scritture, ove si nuda Bene spesso assai più, ch'uom poi non miete. Loda, non che perdon, sol che non pecchi

Di suo voler, merta chi trema e suda Per noi giovare e sé togliere a Lete.

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