Salvi, che sì pietoso e sì cortese
Spegner cercate i miei sospiri ardenti,
E me quetar con dolci alti concenti,
Cui pur troppo fortuna e morte offese;
Dal pianto ben vorrei, ma far difese
Né so, né posso; e però dalle genti
Fuggo per colli e monti, ove i lamenti
Non sieno a tante mie querele intese.
Così tra boschi e solitari orrori
Piangendo notte e dì la vita meno,
Per disfogare il gran dolore interno.
Voi dunque in cui dal ciel tal grazia scerno
Lodare il picciol Ren potete a pieno,
Anzi dovete e dargli eterni onori.