Quanto al partir di voi, saggio Clemente,
Con cui sen fugge ogni nostra alta spene,
Fia lieto il Tebro tutto e l'Aniene,
Tanto l'Arno e 'l Mugnon sarà dolente.
Già la gioia di lor, di noi si sente
Il duol, cui senza voi restar conviene,
Senza luce occhi e senza sangue vene:
O ore a noi veloci, a Roma lente,
Né vi basta, öimè, lasciarne privi
Di vostra dolce compagnia, che vosco
Il buon Vergezio ne menate ancora?
O valli, o piogge, o colli, o fiumi, o rivi,
O aer dolce del paese Tosco,
Quali oggi sete? e quai sarete allora?