Orsuccio mio che sì cortesemente
Mostrate aver di me cruccio e cordoglio,
Quasi più non vi sia qual essere soglio,
Stando lontan da voi sì lungamente.
Dunque vi duol? dunque opro iniquamente,
Se 'l meglio e 'l più vi dono e 'l men vi toglio?
Non io ch'esser con voi più ch'altro voglio,
Ma il vostro e mio destin, che non consente.
Oh! come volentier, potessi io pure,
Col Serchio cangierei Mugnone ed Arno,
Per fare ambi, me lieto e voi contento!
Or poi che contra il ciel s'adopra indarno
Soffriam, Giuseppe; ma qual luogo fure
All'alma, o tempo il suo maggior contento?