Chi fia che ne guidi ora e ne consoli
In questo senza te grave soggiorno,
Guidaccio mio, dove, per far ritorno
All'Arno, tristi n'hai lasciati e soli?
Poi che ti celi a queste piaggie, e 'nvoli
Al tuo Gaglian, non fu sereno un giorno:
L'aer piange e la terra, e d'ognintorno
Folgori, e venti ne minaccian duoli.
Né pur teco partir Cerere e Bacco,
Ma sdegnando fuggîr con Pane e Pale,
O s'ascosero almen, Flora e Pomona,
Deh, se di noi, se di Rezzan ti cale,
Ove ognor te lontan, mi struggo e fiacco,
Per non lasciare i tuoi, gl'altri abbandona.