Skip to content
1503–1565

SONETTO CXCIV.

Benedetto Varchi

Caro messer Filippo, che tra noi Sete, onde vosco mi rallegro spesso, Quasi tra basse erbette alto cipresso, Cui folgore non tocchi o vento annoi:

Poscia, che come volli, esser con voi Nel vostro nido e ragionar dappresso, Non m'è dal duro destin mio concesso, Che tutti or versa in me gli sdegni suoi;

Non mi si tolga almen nel vostro altero Tanto cortese ed onorato inchiostro, Come soglio vedervi, e come spero: Né vi sia grave al mio buon Stufa e vostro

Render saluti, e dir che non men fero Si mostra il cielo a me, ch'a lui s'è mostro.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
SONETTO CXCIV. · Benedetto Varchi · Poetry Cove