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1503–1565

SONETTO CXCI.

Benedetto Varchi

Dolce e cortese Trifon mio, chi piglia Per sua difesa della saggia e casta Vergin lo scudo in braccio e vibra l'asta, Che vince sempre e non fu mai vermiglia;

Può non curar di lei che sol s'appiglia All'alme vili o picciol tempo basta, E spregiar l'altra che i miglior contrasta, E batte ognor, non pur turba e scompiglia;

Ma io, mercè del signor mio, che fuora Non uscìo mai del dritto, assai beato Non temo il verme che i più rei divora: Anzi dove è fin qui tanto indurato

Villan dispetto, veder spero ancora, Se non amor, cortese affetto e grato.

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