E del tutto però così sbandita
Tra gli dii e tra noi pietate, ch'io
Non possa al lungo e grave affanno mio,
Né suso in ciel, né qui trovare aïta.
Parca crudel, che la mia stanca vita
A legno attorci sì spietato e rio,
Perché non tronchi omai, come disìo
La tela, ch'è per me sì male ordita?
Tre volte ha Febo a pien girato intorno
l'obbliquo cerchio, onde natura è bella,
Per lo suo varïar, ch'adorna il mondo,
Poscia che sempre andai con danno e scorno,
Quasi vinta e perduta navicella,
Solcando un mar, che non ha riva o fondo.