La bella e casta e pia donna, possente
Arder d'amor quai fur mai più rubelli,
Luigi, ove ch'io sia, taccia o favelli
Con voi m'è sempre agl'occhi e al cor presente;
E la veggio or sedersi umilemente
Sovra erbe e fiori, or lungo chiari e snelli
Rivi, tra schietti e frondosi arboscelli
Muovere i dolci passi onestamente;
E voi sì intento agl'atti e all'armonia
Di questa nuova occidental fenice,
Di cui si mostra il nostro cielo adorno;
Ch'io dico entro 'l pensier: Certo ancor fia
Se non m'inganna Amor, che Laura e Bice
N'avranno invidia, e le minori scorno.