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1503–1565

SONETTO CVIII.

Benedetto Varchi

Lenzi, perch'io in loco alpestro ed ermo, Dove lungi da voi gran tempo giaccio Tra fieri venti e sempiterno ghiaccio Contento viva ognor più lieto e fermo;

Qui meco stesso a passo non infermo, Sciolto dal mondo e d'ogni umano impaccio, Varco sovente in parte, ov'io procaccio Agl'affanni quaggiù riparo e schermo.

Quivi mi mostra il ver, ch'amar mortali Cose qualunque sia, gemme, oro ed ostro, Men si conviene a chi più pregio brama. Quindi imparo a spregiar gl'acuti strali

Della gente, che 'l danno e biasmo nostro Cerca via più che l'util proprio e fama.

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