Benigno Re dell'universo, s'io,
Quantunque indegno di trovar mercede,
Ebbi ferma in te sempre e speme, e fede,
Soccorri al grave e lungo affanno mio;
E, se pur debbo ancor l'ultimo fio
Pagare a morte, ch'anzi tempo il chiede
Non mi lasciar, come ei s'aspetta e crede,
Nell'empie man dell'avversario rio.
Muovati più Signor clemente, e sopra
Stea tua bontade alle mie colpe, e meco
Pietate solo e non giustizia adopra.
A me fia dolce, sol che d'aver teco
Pace alcun segno la dubbia alma scuopra
Di questo uscir terren carcere e cieco.