Quando io odo sonar tanto altamente,
Caro Alamanni mio, la vostra squilla
Che già sì rara rimbombar si sente
Più su che dove Marte arde e scintilla,
Tanta mi prende gioia e sì possente,
Che per dolcezza il cor lagrime stilla,
E dice: All'alto suo chiaro parente
Questi solo e null'altro eguale squilla.
Io per cessar d'invidia i feri vampi,
Per antri e selve tra i bei colli Toschi,
Fuggo, né so ben dir com'io mi scampi;
Che dovunque io m'inselvi, in antri e 'n boschi,
Mille trovo lacciuoli e mille inciampi,
Ed ascosi entro un mel cento o più toschi.