Per valli e monti, tra riposte e fide
Selve i più folti e più profondi orrori,
Al più gran gielo e da più caldi ardori,
Amor, ch'unqua da me non si divide,
Cercar mi fàce, e mai, stelle empie e 'nfide!
Erba non truovo o fior, che i miei dolori
Possa, non che sanar, render minori,
Tanta è la mia vaghezza e tal m'ancide.
Voi sol, Medonio, al cui dotto e gentile
Cantar si deve omai degna corona,
Medicina maggior ch'altri non stime
N'apportate al mio cor cui sembra vile
Ogn'altra donna, e sol pensa e ragiona
Pur lei, ch'Amor più forte ognor l'imprime.