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1503–1565

SONETTO CLXXXIV.

Benedetto Varchi

Cosimo, che del vostro altero e chiaro Cosmo, ornamento al secol nostro e gloria, Rinovate la speme e la memoria, Seguendo l'orme sue quasi a lui paro;

Di lode, prego, e di null'altro avaro, Poggiate lieto a sì alta vittoria, Onde 'n questa si legga e 'n quella storia, Cosmo secondo, come 'l primo, raro.

Giovinezza e beltate, a quel che tanto Più d'altro il mondo appregia oro e terreno Tutto un sol punto al fin ne sgombra e toglie. Solo il frutto gentil dell'arbor santo,

Cui rado oggi o poeta, o Cesar coglie, Non vien per forza mai, né tempo meno.

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